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LA MIA PROFESSORESSA DI MATEMATICA

 

La mia professoressa di matematica era piccola di statura
portava dei lunghi capelli ed  era molto brava

Andava alla lavagna e scriveva con il gesso quelle equazioni lunghissime
che sembravano  svolgesi da sole per rivelare il suo misterioso risultato solo a lei

Poi con il vestito tutto macchiato di gesso si allontanava dalla lavagna e si sedeva alla cattedra
Io continuavo a guardare quella lavagna e mi domandavo come cavolo aveva fatto a risolvere quella dannata equazione.

Ma era solo un attimo, poi il mio sguardo era attirato da sotto la cattedra
La mia professoressa di matematica era molto brava, ma sotto il tavolo era ancora meglio.
 portava sempre la minigonna e aveva  delle gambe stupende  

Ricordo con piacere lei, ma pure le sue mutandine
Ricordo anche le scommesse perse con il mio compagno di banco quando cercavo di indovinare il colore dei suoi slip
Chi sa come mai puntavo sempre sul rosa e immancabilmente perdevo
Quando diventerò gay…………. la prima cosa che farò mi comprerò un paio di mutandine rosa. 
             
                                                                

SEGRETI

 

Parole che si perdono per sempre nella polvere del nostro io

Equilibri precari e silenziosi
impervi e faticosi
si muovono
dentro voragini senza fondo
aperti su oblii certi e maledetti

Misteriose superfici lucide
riflettono impietose i nostri aneliti di vita
mentre le nostre risposte date per certe
restano imprigionate all’interno di sfere buie
generate in tante notti senza stelle.

Cellule infette vibrano in universi senza nome
dove l’eterno bambino gioca a fare il poeta
con le sue parole
che si perdono nel freddo respiro del tempo
Sono come aliti di vento che sfiorano per un attimo il tuo viso
e fuggono verso lontani orizzonti
portando dietro il profumo dei tuoi pensieri
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